Il Giornale di Trieste

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Le prime tre fontane artistiche costruite a Trieste e giunte fino ai nostri giorni sono quelle realizzate da Giovanni Mazzoleni attorno al 1750: la fontana dei Putti, la fontana del Nettuno e la fontana dei Quattro Continenti. Tutte e tre sono caratterizzate da una vasca mistilinea di media grandezza in calcare compatto, probabilmente pietra d’Istria, adornata da sculture in marmo.


La fontana di Montuzza


La sola fontana dei Putti in piazza Ponterosso si trova ancora nel sito originario: la fontane del Nettuno, che inizialmente doveva essere installata dall’altro lato della stessa piazza, fu invece collocata in piazza della Borsa e successivamente (1951) trasferita in piazza Venezia, da dove è stata recentemente tolta e riportata nella sede originale, mentre la fontana dei Quattro Continenti, originariamente posta nel giardinetto che occupava il lato mare dell’attuale piazza dell’Unità d’Italia, venne smontata nel 1938 quando la piazza, in occasione della visita di Mussolini, venne ristrutturata ed assunse l’attuale configurazione. I suoi componenti, depositati presso l’Orto Lapidario, furono riassemblati in tempi abbastanza recenti (1970) e la fontana tornò nella piazza principale, in posizione diversa e decentrata, e fu nuovamente spostata durante il recente intervento di ristrutturazione della piazza.

Dal Settecento si passa alla seconda metà dell’Ottocento, con le fontane in stile eclettico di piazza Garibaldi, realizzata nel 1858 dalle maestranze del Comune sulla base di un disegno dell’architetto Vallon, e di piazza Vittorio Veneto (fontana dei Tritoni), opera di F. Schranz (1899). La prima è costituita da una vasca poligonale di medie dimensioni in pietra d’Aurisina con un cippo centrale adornato da piccole sculture in bassorilievo, la seconda è invece una grande vasca, anch’essa in pietra d’Aurisina, con un maestoso gruppo scultoreo centrale che sorregge la vasca superiore a forma di catino.

Al Novecento appartengono invece la fontana della Scala dei Giganti (progetto di A. e R. Berlam), la fontana di Montuzza (1938) e probabilmente anche quella intermedia fra via del Monte e via Capitolina, una semplice vasca con un suggestivo fondale in arenaria che ricorda l’aspetto di una cava dismessa. Molto diverse fra loro sono le due fontane che segnano i due estremi della grande scalinata che dalla centralissima piazza Goldoni conduce fin sulla sommità del colle di San Giusto: la prima è in realtà quasi un giuoco di cascatelle, mimetizzate in un’ampia aiuola inserita nello scalone monumentale ed adornata anche da quattro piccole rane in pietra, mentre la seconda è costituita da una vasca circolare in roccia calcarea a due livelli con al centro un obelisco alto circa quindici metri.

Sempre negli anni Trenta, dopo l’interramento della parte terminale del Canal Grande e con l’intento di restituire al colonnato neoclassico della vicina chiesa di Sant’Antonio una superficie liquida in cui specchiarsi, fu realizzata la fontana di piazza Sant’Antonio, una semplice vasca rettangolare dotata di uno zampillo multiplo centrale.

Le ultime fontane di tipo propriamente monumentale costruite a Trieste risalgono infine ai primi anni dell’ultimo dopoguerra: quella di piazzale Rosmini, costituita da una vasca circolare in pietra d’Aurisina con un gruppo scultoreo centrale opera del triestino Nino Spagnoli (1951) e quella costruita nel 1988 in piazza Oberdan per dare una degna cornice alla copia della statua del “Cantico dei Cantici” di Marcello Mascherini, donata alla Città dagli eredi dello scultore.

Sebbene non possano essere definite propriamente monumentali, vanno ricordate anche le quattro fontane del parco di Villa Revoltella, di cui tre (dette rispettivamente “del Sindaco”, “della Chiesa” e “delle Serre”) risalgono con ogni probabilità all’epoca della costruzione della residenza del famoso imprenditore triestino (1852) mentre la quarta è stata realizzata dopo l’ultima guerra mondiale per ospitare la statua in bronzo di Pinocchio (opera di N. Spagnoli) donata dalla Cassa di Risparmio di Trieste ai bambini della città, che già avevano eletto il bel parco, divenuto pubblico, meta preferita delle loro piccole passeggiate.

Molto difficile è risalire alle origini di altre due fontane comprese nell’ambito di giardini pubblici, entrambe impreziosite da piccole opere scultoree: la fontana del Laghetto, presso il giardino pubblico “Muzio de’ Tomasini” di via Giulia e la fontana di piazza Carlo Alberto, nella quale l’acqua sgorga da una specie di conchiglia di pietra. Altre due fontane di questo gruppo, semplici vasche senza ornamenti scultorei, sono quella del giardino pubblico di Ponziana, fra via Orlandini e via d’Alviano (realizzato negli anni ’50), e quella della pineta di Barcola (1963), detta anche “fontana luminosa”.

Negli anni più recenti la città si è arricchita di nuove fontane ornamentali: quelle di Viale Romolo Gessi, le fontane “triple” installate sul lungomare di Barcola, quella posta all’inizio del viale Venti Settembre, le vasche laterali realizzate in Piazza Vittorio Veneto, la fontana dipiazza Goldoni e quelle dei giardini di Via San Michele, Borgo San Sergio e Piazza Puecher.

In totale, 17 fontane si trovano in corrispondenza di vie e piazze e 14 all’interno dei giardini pubblici.
Dal punto di vista impiantistico, 19 fontane sono dotate di impianto di ricircolo ed alcune anche di illuminazione subacquea. Negli ultimi anni sono stati eseguiti da AcegasAps vari interventi di manutenzione straordinaria, appositamente finanziati dall’Amministrazione Comunale, dei quali il più significativo è stato il ripristino estetico e funzionale della fontana del colle di Montuzza eseguito nel 2006.

La manutenzione delle fontane e fontanelle del Comune di Trieste è stata affidata ad AcegasAps. Attualmente la gestione comprende quasi 300 fontanelle e 31 fontane a vasca di tipo monumentale od ornamentale.

La manutenzione ordinaria delle fontane monumentali comprende la pulizia, la cura delle apparecchiature ed il ripristino dei danni da atti vandalici; solo per questi ultimi quali vengono spesi - purtroppo - circa 2-3000 euro ogni anno. Per prevenire i danni derivanti dal gelo ed i pericoli per la circolazione pedonale, salvo casi particolari o necessità di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, le fontane vengono tenute in funzione dal 15 marzo al 15 novembre di ogni anno.

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