Il Giornale di Trieste

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Tutti i triestini conoscono "Michez" e " Jachez" i due famosi paggi che battono le ore da più di un secolo dall'alto della torre municipale.


Nessuno conosce l'origine dei loro nomi. Certo è che i buontemponi del secolo scorso non potevano lasciare senza nome due figure coreografiche come i nostri personaggi. Le due statue di zinco venero progettate dall'architetto Giuseppe Bruni nel 1873 e modellate dallo scultore Fausto Asteo da Ceneda nel 1875. Collocate al loro posto nei giorni 5 e 7 gennaio del 1876, iniziarono ufficialmente il "servizio" battendo le 12 del 14 gennaio successivo.

Alcuni anni fa la primitiva coppia venne sostituita da due copie identiche, essendo gli originali logorati del tempo ed dal "duro lavoro"; il Comune di Trieste prima di sistemare gli originali in un deposito di via Papiniano dove giacciono in compagnia di quella campana che per tanti anni ha scandito con i suoi ritocchi le ore della città, li mise in mostra in Piazza Unità d'Italia in modo che tutti i triestini potessero "salutarli".

"Michez" e " Jachez" fanno un po' parte di noi, della vita dei nostri padri e dei nostri nonni; hanno visto dalla loro invidiabili posizioni le grandi manifestazioni irredentistiche, le adunate oceaniche, hanno ricevuto bombe, cannonate, hanno visto sangue, gioie e dolori, hanno assistito a quei 5.400 "listòn" domenicali... ed han guardato ad un'intera città alle volte divisa in fazioni, ma sempre stretta sentimentalmente al suo "Municipio".

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